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MISSIONE IN UNGHERIA

 
21/03/2002
Il Consorzio Export Nautico ha deciso di organizzare la partecipazione collettiva dei suoi associati all’unidicesima edizione  del Bodapest Boat Show, che si terrà nella capitale ungherese dal 21 al 24 marzo 2002 
 
 
Il Consorzio Export Nautico, per svolgere al meglio la sua attività di supporto all’export delle aziende associate e per permettere loro di intraprendere nuovi scambi commerciali sui mercati stranieri ancora poco valorizzati, ha deciso di organizzare la partecipazione collettiva dei suoi associati all’unidicesima edizione  del Bodapest Boat Show, che si terrà nella capitale ungherese dal 21 al 24 marzo 2002 

 

La partecipazione come Consorzio Export Nautico a tale fiere è propedeutica all’istaurarsi di nuovi contatti e collaborazioni commerciali tra le aziende associate e partner stranieri. La scelta di Budapest non è casuale, si tratta infatti di un mercato emergente e non ancora del tutto valorizzato dal punto di vista dell’offerta delle aziende che lavorano nel settore della nautica.

Si prevede di intervenire con uno stand istituzionale che ospiti al suo interno materiale informativo e la produzione delle aziende associate. In tale spazio verranno inoltre istallate postazioni con computer sui quali sarà visibile e consultabile il sito del Consorzio Export Nautico dal quale gli utenti della fiera potranno navigare all’interno del mondo della nautica Made in Italy e vedere quei prodotti che, per questioni logistiche, non sarà possibile trasferire nelle sedi fieristiche.

UNA PANORAMICA SULL’ECONOMIA UNGHERESE

 

L’Ungheria ha fatto registrare nel ’99 un tasso di crescita del P.I.L. pari al 4,5%; esportazioni ed investimenti continuano a guidare la crescita. La produzione industriale nel ’99 è aumentata del 10,46%rispetto al ’98 grazie alle vendite sui mercati esteri (+25,1%). Le esportazioni, infatti, hanno continuato a crescere in tutti i rami del settore manifatturiero anche se i tassi sono risultati assai differenziati (42,7% il ramo dei mobili ed elementi di mobili, 18,6% il ramo tessile; -18,5% il ramo chimico). Per quanto concerne l’andamento dell’indice dei prezzi al consumo, va detto che il posponimento dell’aumento dei prezzi dell’energia per uso domestico ha contribuito a contenere la crescita dell’inflazione che a fine ’99 è risultata pari al 10%; al di sotto della media è risultata la dinamica dei prezzi per i generi alimentari (2,9%), ed i beni durevoli (6,6%), in linea quella per le fonti energetiche(9,4%), e superiore quella per l’abbigliamento-calzature (10,6%), alcolici e tabacchi (11,5%) ed i servizi (14,8%).

La produttività industriale è aumentata nel ’99 del 11,2%, a fronte di un incremento dei salari reali lordi del 6,1%, che ha, quindi, permesso un ulteriore recupero di competitività. Gli investimenti nell’economia nazionale sono cresciuti del 5,3% e si sono concentrati nel settore manifatturiero (28,6%), nelle infrastrutture di trasporto e di comunicazione(14,8%) e nell’edilizia (21,3%); lo sviluppo delle infrastrutture di distribuzione dell’elettricità, di trasporto e di telecomunicazione è stato quindi un forte fattore di stimolo. Non a caso la crescita totale dell’output nelle costruzioni è stata pari al 13.1% ed ha raggiunto il 26% nelle opere di ingegneria civile. Il permanere di una situazione di crescita sostenuta ha contribuito a stabilizzare il dato occupazionale che ha mostrato con 3 milioni 840 mila unità occupate nell’ultimo semestre del ’99 un leggero incremento (circa 73 mila unità) rispetto allo stesso periodo del ’98; la distribuzione settoriale invece continua a registrare dinamiche accentuate per le imprese con più di 50 addetti con i rami meccanico ed elettromeccanico cresciuti di 16,8 mila unità, nel ramo immobiliare cresciuto di 20,9 mila unità e nel commercio e riparazioni di 45,33 mila unità. La vivace crescita dell’economia non ha tuttavia portato al deterioramento dell’equilibrio esterno; il deficit delle partite correnti si è assestato nel 1999 a 2,1 miliardi di dollari. La bilancia commerciale ha chiuso l’anno con un passivo di 2,9 miliardi di dollari (0,2 miliardi in più rispetto al ’98).

Nel quadriennio 1996-1999 le importazioni dell’Ungheria dal Mondo sono aumentate, passando dai 16,2 miliardi di dollari del1996 ai 28 miliardi di dollari nel 1999. I principali comparti merceologici delle importazioni ungheresi sono:

  • ¬ Apparecchi elettrici di precisione (26,8%)
  • ¬ Autoveicoli (13,2%)
  • ¬ Macchine ed apparecchi meccanici (11,4%)
  • ¬ Prodotti chimici e fibre sintetiche artificiali (10,5%)

L’Italia ha mantenuto stabile la sua quota rispetto al 1996, passando al 7,7% nel 1999, mantenendo la sua terza posizione fra i fornitori dell’ungheria per un valore di 2,1 miliardi di dollari nel 1999. La bilancia commerciale Ungheria – Italia, risulta essere positiva per l’Italia da molti anni. Negli ultimi quattro anni il deficit ungherese nei confronti del nostro Paese è progressivamente peggiorato, dai 257 milioni di dollari del 1996 ai 681 milioni del 1999.

I comparti più rilevanti tra le importazioni dell’Ungheria dall’Italia:

  • ¬ Apparecchi elettrici di precisione 
  • ¬ Macchine ed apparecchi meccanici
  • ¬ Prodotti tessili
  • ¬ Prodotti chimici e fibre sintetiche

MERCATO NAUTICO IN UNGHERIA E BUDAPEST BOAT SHOW

 

In Ungheria si sta registrando un crescente interesse per le barche, barche a vela yacht, tour del mare, rafting e tour con kayak e canoa, tanto che sono stati aperti molti centri sportivi dedicati al mondo della nautica in tutta la nazione.

La popolarità del turismo nautico cresce ovunque, così anche in Ungheria: negli anni ’70 e ‘80 c’è stato un boom delle vendite di imbarcazioni. Le decine di migliaia di surf, barche a vela e a motore stanno dimostrare che qualcosa è cambiato rispetto agli anni passati. Però i fiumi e i mari ungheresi non sono ancora affollati. Il sovraffollamento dell’Europa Occidentale, in Ungheria, è ancora sconosciuto e si può godere della natura incontaminata.

L’apertura della grande via fluviale europea, il canale Danubio-Reno-Meno, ha permesso all’Ungheria di ampliare il già grande turismo nautico. Nel 1996 è stata organizzata a Budapest un’esposizione mondiale che attirò l’attenzione generale e influì sulla crescita turistica del paese. Da quel momento furono avviati i lavori di sviluppo riguardanti il turismo nautico, in particolar modo quello danubiano, tanto che accanto all’Expò di Budapest è in progetto di realizzazione  un porto turistico ed inoltre lungo tutto il Danubio ungherese è possibile vedere i lavori di preparazione e di sviluppo.

Le infrastrutture turistiche finora descritte non sono che un aspetto dei progetti per il turismo nautico. L’altro, non meno importante, è rappresentato dalla cantieristica navale, che per il momento è scarsamente rilevante. Il mercato ungherese ha espresso una forte domanda del prodotto sia velico che a motore. Un esempio delle possibilità è il lago Balaton, il più grande dell’Europa centrale, nel quale navigano solamente 2.500 barche a vela, mentre sul Bodensee, che è più piccolo, ve ne sono dieci volte tanto, e questa differenza dovrà essere presto colmata.

Per quanto riguarda gli sport nautici, nell’Europa centrale l’Ungheria viene considerata uno dei centri più importanti. A dimostrazione di questa affermazione sta il fatto che i motonauti ungheresi ottengono altissime prestazioni a livello europeo e mondiale. Oltretutto sia la parte ungherese del Danubio, per la motonautica, che il lago.

 

L’Ungheria e le barche:

Il numero delle barche a vela sotto i 5 m: 1000

Il numero delle barche a vela 5-8 m: 2000

Il numero delle barche a vela 8-10 m: 500

Il numero delle barche a vela 10-13,5 m: 200

Il numero delle barche a motore < 5 m: 8000

Il numero delle barche a motore 5-8 m: 1000

Il numero delle barche a motore 8-14 m: 300

 

Valore del business degli accessori: 2-2,5 milioni di Euro/anno

 

Valore del business dei motori per barche: 1-1,5 milioni di Euro/anno

 

Numero di barche prodotte in Ungheria:

  • ¬ piccole barche a motore: 50-100 unità all’anno: 0,4 milioni di Euro/anno
  • ¬ piccoli battelli da diporto: 100 unità (Optimist, Laser, Pirat, 420, 470, ecc)
  • ¬ cabinati, battelli da crociera superiori ai 14 m: 100-200 unità (solo barche a vela): 4 milioni di Euro/anno
  • ¬ importazione di imbarcazioni a motore 5-14 m: 200-300 unità, 12 milioni di Euro
  • ¬ importazione di barche a vela (usate): 6-10 m: 300 unità, 5 milioni di Euro
  • ¬ importazione di barche a vela (nuove):10 m: 100 unità, 10 milioni di Euro

 

Numero di addetti nel settore della Nautica:1000

 



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