Lo scorso anno è stato sancito un accordo fra Italia e Cina per il sistema di produttività, questo fa bene comprendere le forti potenzialità del sistema produttivo cinese.
Dal momento che, non fino a tanto tempo fa, il commercio era svolto "sui marciapiedi” senza l'osservanza di regole e consuetudini, ai primi anni '80 risalgono le leggi cinesi per la regolarizzazione del commercio. Da ora la Cina si rivela un punto di riferimento e di interesse molto importante e molto del nostro futuro dipenderà da come gestiamo i rapporti con questo paese.
Forse, l'unico vero grande problema della Cina è la contraffazione: il 90 % dei prodotti non è originale. Tuttavia il governo cinese fa grossi sforzi per combattere la contraffazione e il trattato del 2004 ha portato i suoi frutti, ma la vastità del territorio non facilita le operazioni.
Nel 2001 la Cina ha dovuto regolamentarsi con i paesi occidentali e i tribunali diventano in questo modo più attivi e sofisticati.
La parola chiave, per la commercializzazione è "registrazione". Questo perché i marchi non registrati non godono di tutela giuridica. La prima operazione da compiere è quindi la registrazione del proprio marchio la cui spesa si aggira attorno ai 1.500 euro. Questo passaggio può avvenire in 2 modi: o aderendo al trattato di Madrid oppure con la più rapida registrazione su territorio.
Per quanto concerne le varie leggi di tutela del commercio ed in particolar modo la tutela sui diritti d'autore, la Cina ha adeguato la sua normativa interna ai trattati internazionali con l'adesione al:
- Trattato di Parigi
- Convenzione di Berna
- Trattato di Madrid
- WTO
Si comprende pertanto come il paese sia fortemente motivato a promuovere la costruzione di marine e di porti, anche dal momento che lo Stato sembra disposto a concedere contributi per le sopra citate opere.
Da notizia apparsa su IBI Magazine si apprende che l'università marittima di Shanghai introdurrà, in maggio, un nuovo programma base di vela per ragazzi principianti di ogni età e per istruttori professionali; comincia così una realtà di progetti di costruzioni di porti turistici, in particolar modo a Shanghai ma anche nella province di Xiamen e Qingdao. Aumentando così il numero di porti per il ricovero delle barche, la Cina ha avviato la ricerca di costruttori di porti che, oltre a portare la conoscenza e l’esperienza, siano disponibili anche ad acquistarne percentuali di proprietà.
Sulla scorta degli elementi raccolti nel corso di questa missione e dei contatti conseguenti, sarà dunque necessario elaborare strategie a sostegno dell’export in Cina, per un primo significativo approccio a questo mercato “in divenire”, in vista di una stabile e maggiore produttività sul mercato cinese delle singole ditte consorziate.
Si informa che presso gli uffici del CEN, è disponibile il seguente ulteriore materiale:
1. Estratto dalla legge sui contratti di tecnologia della RPC;