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Relazione riassuntiva studio Nautica da diporto

 
01/06/2006
Econerre 
 
 
Nell’ambito delle iniziative previste dal programma attività 2005, il Consorzio Export Nautico di Ravenna, in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, e con il sostegno operativo delle Associazioni delle Piccole e Medie Industrie delle Province di Ravenna e Forlì-Cesena, ha promosso una ricerca volta a monitorare il tessuto imprenditoriale della nautica da diporto regionale.

Questo studio, che si è avvalso della collaborazione scientifica di uno staff di ricercatori dell’Università degli Studi di Ferrara, ha analizzato il tessuto imprenditoriale locale del settore nautico allo scopo di delineare un ritratto del settore della diportistica di facile e immediata consultazione. 

Nelle intenzioni del Consorzio ravennate questo studio vuole fornire uno strumento di lettura del settore, preciso e attendibile, che evidenzi alcuni aspetti inerenti le dimensioni e le potenzialità dell’industria nautica, unitamente alle tendenze presenti e ai vari percorsi di crescita e sviluppo in materia di internazionalizzazione ad uso delle aziende che operano in questo particolare comparto.

E’ stato pertanto strutturato un questionario a risposte multiple somministrato ad un campione di imprese selezionate dalle Api delle Province di Ravenna e Forlì-Cesena, tra le quali figurano cantieri navali, produttori arredamenti e attrezzature di bordo, di motori nautici, di accessori, rivenditori specializzati e aziende che si occupano della commercializzazione dei prodotti stessi.

Il quadro generale emerso dalla ricerca descrive un sistema della nautica emiliano-romagnolo costituito da una moltitudine di piccole aziende, con organici spesso inferiori alle 15 unità e a prevalente conduzione familiare.

Questo ultimo aspetto implica considerazioni legate da un lato  al mantenimento di un alto livello di artigianalità e tradizione, dall’altro al ricambio generazionale e alle difficoltà ad esso collegate: in molti casi infatti le competenze strategiche per la gestione aziendale sono patrimonio del fondatore dell’impresa e risultano essere difficilmente codificabili e trasmissibili ai nuovi eventuali collaboratori.

Proprio per questa ragione è necessario che le aziende si dotino di figure preparate e specializzate in grado di acquisire e capitalizzare il know how storico dell’azienda e, nello stesso tempo, capaci di rispondere prontamente alle nuove tendenze tecnologiche e culturali, di sfruttare le potenzialità informatiche e di intrattenere relazioni con interlocutori istituzionali.

I soggetti deputati alla promozione della internazionalizzazione delle imprese del settore  nel contesto emiliano-romagnolo sono le Associazioni di Categoria, le Camere di Commercio, il Consorzio Export Nautico di Ravenna e ICE (Istituto nazionale per il Commercio Estero), ai quali è affidato il compito importante di strutturare una vera e propria rete cooperativa e competitiva che agisca da collante tra le numerose realtà imprenditoriali e il tessuto istituzionale.

Gli obiettivi fuori dalla portata delle singole imprese, sprovviste delle capacità percettive e delle risorse per potersene occupare autonomamente, risultano perseguibili a seguito della circolazione delle informazioni messa in atto proprio dalle citate istituzioni.

Le problematiche avvertite dagli imprenditori concernono la mancanza di finanziamenti e progetti a supporto, la mancanza di personale adeguato e in grado di supportare e seguire tale tipologia di attività che comporta necessariamente dei vincoli operativi in particolar modo per le imprese di piccole dimensioni.

Diventa infatti assolutamente prioritario per l’azienda possedere una struttura organizzativa tale da consentire l’impiego di risorse umane in questo ambito, unitamente alla necessità di investire tempo e risorse economiche nella ricerca di opportunità e di partnership all’estero.

Se a questo aggiungiamo la scarsa conoscenza dei mercati esteri da parte degli operatori e una difficoltà di approccio linguistico ( si pensi che, in base ad una recente indagine apparsa su alcuni quotidiani nazionali, un italiano su tre dichiara di non conoscere una seconda lingua straniera) si comprende come divenga  fondamentale la presenza di un soggetto istituzionale che agisca da intermediario e attivamente ricerchi e proponga nuove opportunità alle aziende, vincendo la tradizionale reticenza degli operatori nella consultazione e selezione delle opportunità presenti sul mercato globale.

Lo studio realizzato ha dato risalto anche agli aspetti relativi all’internazionalizzazione nella duplice accezione import - export.

In particolare il cospicuo ricorso all’export, soprattutto verso l’Europa (per evidenti motivazioni geografiche e per una probabile condivisione degli standard produttivi) e in seconda battuta verso paesi del Sud America, è dovuto non tanto all’insufficienza della domanda interna quanto alla necessità di affrontare le fluttuazioni del mercato interno, creando e sviluppando contatti stabili e affidabili con partner stranieri.

Infatti il settore della nautica da diporto appartiene per definizione ad una nicchia industriale particolarmente vulnerabile alle oscillazioni della domanda; è pertanto possibile assistere a variazioni cicliche del trend alle quali è necessario far fronte con la gestione di un portafoglio di attività localizzate in contesti diversificati, anche se è comunque riscontrabile un andamento delle esportazioni nel settore in sensibile aumento.

Anche in tema di “import”, gli scambi principali sono realizzati soprattutto da Paesi Europei perché il prodotto specifico non viene realizzato in Italia oppure perché il prodotto importato è di qualità migliore.

Al termine di questa indagine si evince pertanto lo stato di buona salute del settore della nautica da diporto emiliano-romagnolo: gli imprenditori sempre più spesso ricorrono a strumenti che consentono una maggiore visibilità all’impresa stessa, come la partecipazione e organizzazione di eventi o missioni all’estero allo scopo di creare momenti di confronto indispensabili per instaurare rapporti commerciali duraturi in un’ottica di crescita del settore.


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